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La pietra..



La pietra di Modica è una roccia calcarea estratta nella zona dei monti Iblei in Sicilia. Prende il nome dalla città di Modica.
Geologicamente si tratta di una roccia di origine sedimentaria, formatasi nel Miocene ed affiorante in banchi alti da 50 cm a 2-3 m.
Il materiale non viene estratto in miniere né a cielo aperto né in galleria, come invece avviene per la Pietra di Comiso, ma la si rinviene direttamente sotto uno strato di terra nella campagna della contea di Modica.
Presenta colori dominanti chiari ma notevolmente variabili anche a breve distanza negli stessi terreni, dal bianco-grigiastro al beige; esiste un detto tipico che dice: "la distanza si misura a metro la pietra si misura a pammu" ( cioè palmo o larghezza della mano). Altra caratteristica della Pietra di Modica sono i colpi di matita, venature di quarzo perpendicolari alla strarificazione che, simili a rotture, danno un fascino particolare alla pietra. La varietà di prima qualità prende il nome di Pietra di Modica Latina, è caratterizzata da una maggior presenza di quarzo che la rende più resistente e molto simile al marmo durante il processo di levigatura e lucidatura. Tra i comuni difetti vi sono le parti in cui il calcare è alterato e si presenta giallo o più tenero, e i buchi o cacioffi, che rendono la pietra friabile, e devono essere mascherati con mastici o stucchi.
Oggi la Pietra di Modica viene richiesta da ogni parte del mondo e grazie alla sua richiesta sono stati fatti passi in avanti per la sua lavorazione diventata simile al marmo, quindi il suo utilizzo va sia all'interno che all'esterno. Le sua finitue possono essere: levigata, lucida, anticata, sabbiata, bocciardata.


 

Il muro a secco è un particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti senza uso di leganti o malte di alcun genere.
Il muro a secco può essere realizzato sostanzialmente di due tipologie:
Muro costruito con pietre grezze del posto selezionate di varia forma e dimensione.
Muro costruito con pietre semilavorate
o lavorate di dimensioni notevoli anche di provenienza diversa dal luogo di costruzione.
La costruzione del muro comporta solitamente un approntamento della base su cui verrà costruito, anche mediante una traccia scavata, cercando di raggiungere lo strato più solido e compatto perché da esso dipenderà la solidità del muro stesso. Nel muro di cui al primo caso si pongono le pietre in modo da farne coincidere il più possibile i contorni correggendone il profilo eventualmente con pietre più piccole e riempiendone i vuoti tra l'una e l'altra. Dalla precisione di tale composizione, un vero e proprio
mosaico o puzzle, dipenderà la durata e la solidità del muro stesso. Questo tipo di muro a secco caratterizza il paesaggio Ibleo, nel territorio etneo nei terrazzamenti collinari di coltivazione e in Puglia sempre per le delimitazioni delle proprietà. La stessa tecnica viene usata in Irlanda, soprattutto nel nord del paese, per separare i poderi o, ai bordi delle strade, per evitare che le grosse greggi di ovini al pascolo possano accedere alle vie di comunicazione creando pericoli per il traffico stradale.
Il secondo tipo di muro è invece caratteristico di costruzioni più impegnative e lo si riscontra per lo più nelle zone ricche di resti archeologici in quanto veniva usato per le piattaforme di base delle grandi costruzioni e per le mura difensive.
Il muro a secco è stato il p
rimo esempio di manufatto umano ed è presente in tutte le culture del pianeta. Rappresenta infatti il primo tentativo di modificare l'ambiente per ricavarne un qualsiasi uso; sia per costruire un riparo che per delimitare un luogo. È presente nelle costruzioni religiose, come nel caso degli altari costruiti dai patriarchi ebrei di cui si parla nella Bibbia, che nei nuraghes della Sardegna. Le mura delle città più antiche sono costruite con blocchi enormi incastrati a secco, come pure le Piramide a gradoni dell'America Latina. Gli antichi greci e poi i romani costruivano muri a secco, sia perché erano più economici sia perché più facili da costruire. Per questa ragione anche in Grecia e nei paesi balcanici si possono ancora trovare tali manufatti. I Celti utilizzavano, a protezione dei loro insediamenti, quella particolare costruzione di cui Cesare fu testimone durante la sua campagna gallica e a cui darà il nome di murus gallicus.

 

Il mosaico nasce prima di tutto con intenti pratici più che estetici: argilla smaltata o ciottoli venivano impiegati per ricoprire e proteggere i muri o i pavimenti in terra battuta.
Risalgono al 3000 a.C. le prime decorazioni a coni di argilla dalla base smaltata di diversi colori, impiegate dai Sumeri per proteggere la muratura in mattoni crudi.
Nel II millennio a.C., in area minoico-micenea, si iniziò ad usare, in alternativa all'uso dei tappeti, una pavimentazione a ciottoli che dava maggiore resistenza al calpestio e rendeva il pavimento stesso impermeabile.
Le pietre più usate nei mosaici sono i calcari, calcite pura o mescolata a minerali, perché più facili da lavorare e perché presentano più colori.Si trovano anche graniti, porfidi e alabastri dall'Egitto.

 
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